gestione rifiuti

La pubblicazione sul BURA della legge sul nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, avvenuta ieri, ne determina ufficialmente l’entrata in vigore. Da oggi, quindi, la scelta dell’economia circolare, alla quale la Regione Abruzzo è giunta attraverso un ampio percorso partecipativo che ha coinvolto gli operatori del settore, gli enti locali, le associazioni ambientaliste e tanti semplici cittadini, deve essere applicata e rispettata da tutti.

Come già detto in passato, gli obiettivi ambiziosi indicati nel Piano a proposito di percentuale di raccolta differenziata e riciclo e riuso dei materiali possono essere raggiunti nei tempi previsti con un impegno straordinario della Regione, che ha già investito in tal senso notevoli risorse il cui importo complessivo (al momento) ammonta ad oltre 155 milioni di euro.

Sono infatti in corso diversi interventi per l’attuazione di “Programmi straordinari per lo sviluppo delle raccolte differenziate, il recupero e il riciclo” e di un “Programma straordinario per la prevenzione e riduzione dei rifiuti”, che insieme al completamento del sistema impiantistico di trattamento e compostaggio e la definitiva bonifica o messa in sicurezza delle discariche dismesse, comportano la spesa di € 19.856.139,44 di fondi FAS, ai quali vanno ad aggiungersi € 18.840.573,19 di cofinanziamento, per un totale di € 38.696.712,63.

Tramite altre linee di finanziamento (tra le quali quelle previste dal Masterplan), il Servizio Gestione Rifiuti ha in corso la realizzazione di 349 progetti (compreso il SIR Saline Alento, la bonifica e l’adeguamento di discariche in procedura d’infrazione ecc.) per un investimento complessivo pari a € 116.924.889 (di cui € 96.382.354 di fondi di derivazione regionale ed € 20.542.535,04 di cofinanziamento).

In ordine, poi, al DPCM 5 ottobre 2016 («Decreto Inceneritori»), che individua i deficit registrati a livello impiantistico per i diversi territori regionali e le modalità del loro soddisfacimento, il Piano dimostra di soddisfare ampiamente i requisiti imposti per eliminare definitivamente la suddetta previsione (attuazione politiche di riduzione dei rifiuti e di raccolta differenziata; esistenza di efficienti impianti di trattamento meccanico‐biologico, di riciclaggio e recupero di materia; utilizzo di combustibile solido secondario; accordi interregionali per ottimizzare il trattamento dei rifiuti urbani). Infatti, in base alle valutazioni sviluppate dal PRGR, il complessivo ulteriore fabbisogno teorico di incenerimento risulta pari a ca. 58.000 t/a, ovvero meno della metà del valore stimato dal Ministero (ca. 121.000 t/a). Alla luce di tali considerazioni, come già prospettato con la DGR 226 del 12 aprile 2016, si evidenzia la totale insussistenza di condizioni oggettive per prevedere un impianto di incenerimento in Abruzzo in quanto non sostenibile né tecnicamente né economicamente.

Va ribadito, infine, che il Piano non prevede nuove discariche e che, con la pubblicazione della legge regionale n. 5/2018, esplica i propri effetti su varie pregresse ipotesi progettuali. A mero titolo di esempio, andrà verificata la compatibilità di una proposta di biodigestore in località Mosciano Sant’Angelo, mentre subirà un immediato ‘stop’ il procedimento relativo alla proposta di ampliamento della discarica “Santa Lucia” di Atri, recentemente avviato dal ‘Consorzio Piomba Fino’, in quanto il testo approvato ha disposto l’eliminazione delle previste volumetrie d’ampliamento.

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